Simbologia del presepe napoletano

Ad ogni personaggio, figura ed elemento che compongono il presepe napoletano si può attribuire un particolare significato.

Ci sono dei personaggi tipici del presepe napoletano che non possono mancare:

Benino o Benito

si fa riferimento a questa figura anche nelle Sacre Scritture: “E gli angeli diedero l’annunzio ai pastori dormienti”. Il risveglio, considerato come rinascita. Nella tradizione del presepe napoletano, Benino o Benito è colui che sogna il presepe e, sempre nella tradizione napoletana, guai a svegliarlo: di colpo il presepe sparirebbe.


Il vinaio e Ciccibacco

la figura di Ciccibacco è rappresentata, molto spesso, davanti alla cantina con un fiasco in mano. Mentre nella tradizione napoletana è coonosciuto come Ciccibacco, ‘ncoppa a’ votte (Ciccibacco sulla botte) e guida un carro trainato da un uno o due buoi.


Il pescatore

la sua presenza rappresenta il pescatore di anime.

I due compari

zi’ Vicienzo e zi’ Pascale, rappresentano il Carnevale e la Morte. Infatti al cimitero delle Fontanelle in Napoli si mostrava un cranio indicato come “A Capa ‘e zi’ Pascale” al quale si attribuivano poteri profetici, tanto che le persone lo interpellavano per chiedere consigli sui numeri da giocare al lotto.


Il monaco

considerato come il simbolo di un’unione tra sacro e profano.


La zingara

rappresentata da una giovane donna, con vesti rotte ma appariscenti. La zingara è un personaggio tradizionalmente in grado di predire il futuro. A volte è raffigurata con un bimbo in braccio, simbolo anche della maternità e non necessariamente di sventura e dolore.


Stefania

è una giovane vergine che, quando nacque il Redentore, si incamminò verso la Natività per adorarlo ma fu bloccata dagli angeli che vietavano alle donne non sposate di visitare la Madonna.
Stefania prese una pietra, l’avvolse nelle fasce, si finse madre e, ingannando gli angeli, riuscì ad arrivare al cospetto di Gesù il giorno successivo. Alla presenza di Maria, si compì un miracoloso prodigio: la pietra starnutì e divenne bambino, Santo Stefano, il cui compleanno si festeggia il 26 dicembre.


I re magi

la loro figura rappresenta il viaggio notturno della stella cometa. In origine erano rappresentati in groppa a tre diversi animali, il cavallo, il dromedario e l’elefante che rappresentano rispettivamente l’Europa, l’Africa e l’Asia.


I venditori

12 sono le figure: una per ogni mese dell’anno.
Gennaio: macellaio o salumiere
Febbraio: venditore di ricotta e formaggio
Marzo: pollivendolo e venditore di uccelli
Aprile: venditore di uova
Maggio: rappresentato da una coppia di sposi recanti un cesto di ciliegie e di frutta
Giugno: panettiere o farinaro
Luglio: venditore di pomodori
Agosto: venditore di cocomeri
Settembre: venditore di fichi o seminatore
Ottobre: vinaio o cacciatore
Novembre: venditore di castagne
Dicembre: pescivendolo o pescatore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *