Presepe in Puglia

La straordinaria ricchezza di fonti narrative, evangeliche e popolari, ha consentito, sin dal XIV secolo, di differenziare anche in Puglia la rappresentazione della Natività da quella del Presepe.
É unanimamente ritenuto il più antico presepio di Puglia di cui sopravvivono però solo gli elementi centrali: la Vergine, il Bambino, San Giuseppe e il Bue e l’Asino.
É nel corso del XVI secolo tuttavia che la rappresentazione presepiale con scultura in pietra, trova la sua massima affermazione , cominciando poi un lento declino nel XVII secolo per ricomparire in seguito, sul finire del Settecento, in forme differenti, influenzate dalla voga napoletana dei presepi vestiti che in Puglia si trasforma in presepe in cartapesta o terracotta.

Presepi pugliesi hanno un’impaginazione compositiva pressoché costante. Nei più completi tra essi il gruppo della Sacra Famiglia, di grandezza all’incirca al naturale, è collocato in una grotta, in alcuni casi ricavata dalla viva roccia sommariamente sbozzata, in altri ottenuta con l’accostamento di pietre, legate o non dalla malta.

Sull’estradosso della grotta sono rappresentate le scene dell’Annuncio ai pastori e della Cavalcata dei Magi (quest’ultima si snoda di solito da una porta di città). Entrambe sono accompagnate da una pittoresca e multiforme folla di figure umane e di animali, talora esotici, che compongono gustose scenette di genere.

Contrariamente a ciò che avverrà nei presepi campani, dove la Natività è spesso confinata in un angolo per dare maggior spazio al fasto che la circonda, la Sacra Famiglia e la grotta rappresentano l’elemento centrale verso cui convergono l’andamento corale dell’allestimento e l’attenzione dello spettatore.

Quei presepi di cartapesta, pupi e fondali, che a Natale si allestivano in ogni chiesa e in ogni casa, grandi e piccoli, oggi sono introvabili. Nessuno o quasi li ha salvati dalla distruzione come cimeli d’arte o di storia perché nell’uso pugliese il presepio è sempre stato un bene di consumo, funzionale alla celebrazione del Natale, da farsi per la circostanza e da disfarsi dopo la festa.
Infatti il presepe in Puglia non è mai stato considerato un “pezzo” di arredamento o d’arte. E questo dava alimento a una ricchissima produzione popolare che ogni anno si ripeteva.
Ecco perché oggi è tanto difficile ritrovare le testimonianze della grande stagione del 1800 e dei primi decenni del’900. Oggi comunque questa grande tradizione sta rivivendo grazie alla ripresa d’interesse per il folklore e l’artigianato.

Si contano una decina di pupari professionisti e una sessantina di dilettanti che tali si possono chiamare solo perché svolgono un’altra attività prioritaria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *