Presepe Napoletano

La parola “Presepe” significa letteralmente “mangiatoia” e per antonomasia indica la mangiatoia, la greppia, nella quale, come è raccontato nel Vangelo di Luca, fu collocato il Bambino Gesù alla sua nascita, non avendo la santa coppia di Maria e Giuseppe trovato alloggio nella locanda.

La vera portata e il lascito culturale del presepe napoletano risiedono nel realismo delle sue rappresentazioni. Ormai non è più solo un simbolo religioso, ma uno strumento descrittivo, unificante e identificativo della comunità a cui una persona appartiene, nella sua dettagliata composizione.

Si potrebbe forse dire che il presepe napoletano è stato e rimane un veicolo di identificazione della “gens napoletana” e l’antesignano di quel realismo che ha caratterizzato le rappresentazioni teatrali e le produzioni cinematografiche napoletane.

Pastorai

Oggi molti pastorai creano anche pastori che rispecchiano le personalità dei nostri tempi, quindi non c’è da meravigliarsi se si trovano personalità conosciuti nelle vetrine della caratteristica via San Gregorio Armeno, nel centro storico di Napoli, che è famosa in tutto il mondo per la produzione artigianale di pastori e presepi.

Sono presenti mostre permanenti e negozi artigiani, che permettono di comprare e quindi costruire il presepe personale a proprio piacimento. Inoltre maestri artigiani costruiscono, oltre alle classiche statuette, pastori raffiguranti personaggi moderni, come ad esempio Totò, Pulcinella, Cannavaro, Zidane o… Berlusconi!

In molti luoghi della Campania ci sono associazioni e gruppi di persone che ogni anno ripetono il rituale: agli inizi di Novembre danno l’avvio alla costruzione di presepi all’aperto che invitano a visitarli durante una passeggiata. Esistono anche esposizioni che vengono allestiti proprio in quel periodo.

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