Il Presepe Napoletano oggi

Presepe o Presepio napoletano?
San Gregorio Armeno, la strada per eccellenza dei maestri pastorai e negozi che vendono tutto l’occorrente per il presepio.
Chiunque ha la passione del presepe, ogni anno fa tappa in questa strada.

Presepe 2019 a Casa Di CostanzoOgni vero napoletano a Natale fa il presepio. É un’usanza antichissima e, come tante tradizioni partenopee, non ha origine certa, un aneddoto di riferimento, una partitura rigida.
Si fa e basta, e ciascuno si può dilettarsi ed esprimersi in libertà.
Forse è proprio per questo che noi napoletani siamo così affezionati a questa rappresentazione: non c’è un presepio uguale all’altro!

Ormai non è più solo un simbolo religioso, ma uno strumento descrittivo, unificante e identificativo della comunità a cui una persona appartiene, nella sua dettagliata composizione. Si potrebbe forse dire che il presepe napoletano è stato e rimane un veicolo di identificazione della “gens napoletana” e l’antesignano di quel realismo che ha caratterizzato le rappresentazioni teatrali e le produzioni cinematografiche napoletane.

Oggi molti pastorai creano anche pastori che rispecchiano le personalità dei nostri tempi, quindi non c’è da meravigliarsi se si trovano personalità conosciuti nelle vetrine della caratteristica via San Gregorio Armeno, nel centro storico di Napoli, che è famosa in tutto il mondo per la produzione artigianale di pastori e presepi.

Sono presenti mostre permanenti e negozi artigiani, che permettono di comprare e quindi costruire il presepe personale a proprio piacimento.
Inoltre maestri artigiani costruiscono, oltre alle classiche statuette, pastori raffiguranti personaggi moderni, come ad esempio Totò, Pulcinella, Cannavaro, Zidane o… Berlusconi!

Certo delle regole da rispettare ci sono, ma si tratta pur sempre di una “recita a soggetto”, di una composizione complessa di vari materiali semplici, di piccoli meccanismi inventati al momento, fatti per incantare e non per durare.

I pastori: questa è la scelta difficile, fatta di equilibrismo tra i soldi disponibili e i desideri dell’immaginazione. Il solito dilemma napoletano!
Poche risorse, ma tanta necessità di disporne.
Così fantasia ed immaginazione scendono con il misero borsellino nella strada di Napoli dove è sempre Natale

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