secolo per ricomparire in seguito, sul finire del Settecento, in forme differenti, influenzate dalla voga napoletana dei presepi vestiti che in Puglia si trasforma in presepe in cartapesta o terracotta.
Presepi pugliesi hanno un'impaginazione compositiva pressoché costante. Nei più completi tra essi il gruppo della Sacra Famiglia, di grandezza all'incirca al naturale, è collocato in una grotta, in alcuni casi ricavata dalla viva roccia sommariamente sbozzata, in altri ottenuta con l'accostamento di pietre, legate o non dalla malta.
Sull'estradosso della grotta sono rappresentate le scene dell'Annuncio ai pastori e della Cavalcata dei Magi (quest'ultima si snoda di solito da una porta di città). Entrambe sono accompagnate da una pittoresca e multiforme folla di figure umane e di animali, talora esotici, che compongono gustose scenette di genere.
Contrariamente a ciò che avverrà nei presepi campani, dove la Natività è spesso confinata in un angolo per dare maggior spazio al fasto che la circonda, la Sacra Famiglia e la grotta rappresentano l'elemento centrale verso cui convergono l'andamento corale dell'allestimento e l'attenzione dello spettatore.
Quei presepi di cartapesta, pupi e fondali, che a Natale si allestivano in ogni chiesa e in ogni casa, grandi e piccoli, oggi sono introvabili. Nessuno o quasi li ha salvati dalla distruzione come cimeli d’arte o di storia perché nell’uso pugliese il presepio è sempre stato un bene di consumo, funzionale alla celebrazione del Natale, da farsi per la circostanza e da disfarsi dopo la festa. Infatti il presepe in Puglia non è mai stato considerato un "pezzo" di arredamento o d’arte. E questo dava alimento a una ricchissima produzione popolare che ogni anno si ripeteva. Ecco perché oggi è tanto difficile ritrovare le testimonianze della grande stagione del 1800 e dei primi decenni del'900. Oggi comunque questa grande tradizione sta rivivendo grazie alla ripresa d’interesse per il folklore e l’artigianato. Si contano una decina di pupari professionisti e una sessantina di dilettanti che tali si possono chiamare solo perché svolgono un’altra attività prioritaria.
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