. |
|
X
.
.
.
|
Il presepe napoletano è una delle tradizioni natalizie più consolidate e seguite che si è mantenuta inalterata per secoli. Il termine presepe (o presepio) deriva dal latino praesepe (o prasepio o ancora praesepium) che vuol dire mangiatoia).
Per tantissimi napoletani si rinnova, di anno in anno, l'appuntamento col Presepe.
La passeggiata tra le bancarelle di S. Gregorio Armeno e la
|
riscoperta del presepe d'arte a S. Martino, innanzitutto, dove nell'imponente struttura del Cuciniello rivive il tono festoso e spettacolare delle scene di vita quotidiana popolaresca e l'Oriente di favola, così che il nome della collezione diventa fuori di Napoli l'emblema stesso del genere, ed ancora nella Reggia di Caserta, con i pastori di provenienza borbonica, a Capodimonte, dove è esposta una raffinata Adorazione degli Angeli, nel Correale di Sorrento; non è molto tuttavia il materiale che oggi si ammira negli allestimenti dei nostri musei - tra l'altro recenti per le diverse e non sempre fortunate vicissitudini delle raccolte antiche - comparato con la straordinaria esplosione del fenomeno presepiale nella sua stagione più felice, che dura fino al primo quarto dell'Ottocento.
|
E non vi è dubbio che ancora oggi la tradizione artistica del Presepe sia tra le più care ai napoletani, ricca com'è di implicazioni culturali e di costume, ma anche sentimentali che attingono alla storia personale di ognuno, al di là dell'occasione celebrativa annuale, così che appare davvero che ci sia una familiarità tra la gente ed il presepe dovuta anche, in parte, al lessico presepiale che è parte della nostra lingua, ormai, e che è stato ampiamente reso noto da altre forme di espressione artistica, più o meno popolari, e in primo luogo dal teatro.
|
|
Il Natale napoletano è caratterizzato oltre che dal presepe, dal gioco della tombola, dalle novene dei zampognari e dal “Natale in casa Cupiello” inevitabilmente anche dal menu natalizio che nelle famiglie più legate alla tradizione è un rito irrinunciabile. Sia il cenone della Vigilia che il pranzo di Natale assumono dei caratteri ben definiti, il primo dominato dal pesce, il secondo dalle verdure e la carne. Entrambi i menu sono comunque completati dai dolci natalizi, i cui colori e profumi accompagnano tutte le feste natalizie della famiglia napoletana.
- Spaghetti con le vongole (o lupini)
- Baccalà e capitone fritto
- Insalata di rinforzo e broccoli al limone
- Minestra maritata
- Gallina al brodo
- Insalata di rinforzo e broccoli al limone
- Struffoli
- Roccocò
- Mustaccioli
- Susamielli
- Pasta di mandorle
Per completezza va aggiunto che in molte famiglie si è soliti mangiare il giorno della Vigilia anche del pesce fresco (spigola o orata olio e limone spesso al posto del capitone, non gradito da molti), mentre a Natale si possono trovare anche dei maccheroni conditi col ragù napoletano (serviti subito dopo la minestra) ed ovviamente carne al ragù.
|
| realizzato a casa di Gennaro di Costanzo con l'aiuto della famiglia: Imma, Anna e in particolare mamma e papà |
-
clicca per ingrandire
- |
clicca per ingrandire
- |
clicca per ingrandire |
|